• Contro il caro-spesa Scanderebech propone un limite massimo per i prezzi dei beni di prima necessità.

    Date: 2010.02.17 | Category: In primo piano, povertà, proposte di legge e iniziative | Tags:

    TorinoCronaca 10 Novembre – Nonostante il divario di prezzo per ogni singola regione, l’Italia si trova unita sul fronte
    rincari: il pane è sempre più caro tanto da far
    registrare un aumento del 419% negli ultimi
    vent’anni, in controtendenza con quello
    del grano in costante diminuzione, tanto che
    oggi risulta addirittura inferiore a quello pagato
    agli imprenditori agricoli nel 1985. La
    situazione per ciò che concerne il latte non
    è migliore: il latte fresco dalla stalla al consumatore
    passa da 0,33 a 1,40 euro con un
    aumento del 300%. Il capogruppo Deodato
    Scanderebech è intervenuto sul tema rincari
    tra i primi e ha dichiarato: «Ormai nelle
    panetterie non si trova quasi più quello comune,
    ma svariati tipi venduti peraltro a costi
    altissimi
    ». Un tempo i panificatori erano
    obbligati a sfornare una percentuale fissa di
    pane comune, quello di maggior consumo, a
    un prezzo calmierato da un apposito comitato
    prezzi. Dal 1992 tale vincolo è stato de-
    finitivamente eliminato e il prezzo del pane
    comune liberalizzato. «Proprio per tale motivo
    ha annunciato Scanderebech – ho presentato
    una mozione che propone un abbattimento
    del prezzo del pane del 50% per le famiglie
    meno abbienti, a rischio povertà e per i tanti
    anziani che vivono con una pensione minima
    insufficiente. In Piemonte sono pari al 12%
    della popolazione
    ». «Le Istituzioni – conclude
    Scanderebech – hanno il dovere di intervenire
    al fine di garantire un livello di vita
    decoroso, pertanto mi auguro che la Giunta
    Bresso approvi il documento presentato
    ».

    Cosa propone Scanderebech?

    Il Paniere “In Piemonte si compra bene”. Il paniere dovrà comprendere
    prodotti considerati di primaria necessità quali: pane, pasta, latte, olio,
    acqua minerale, passata di pomodoro, carne ed ortofrutta. I prodotti
    dovranno essere di stagione e di qualità, possibilmente di provenienza
    regionale. Risparmiare senza rinunciare alla qualità: questa è l’ idea
    di fondo che accompagna la proposta di legge. L’obiettivo è di andare
    incontro alle esigenze primarie dei consumatori, proponendo i prodotti
    di prima necessità, che più di tutti hanno subito il rincaro dei prezzi.
    L’indicazione precisa è: qualità, tipico, locale, fresco, sicuro e con prezzo
    buono e controllato. Un modo concreto ed efficace per scongiurare il
    freno ai consumi ed allo stesso tempo sostenere l’economia della filiera
    agro alimentare. Per la copertura finanziaria è stato previsto uno stanziamento annuo di 5 milioni di euro, in termini di competenza e di cassa, e iscritti nell’ambito dell’unità previsionale di base (UPB) DA19011. Conclude Scanderebech: “La politica e le Istituzioni tutte devono fare la propria parte per contrastare la povertà scongiurando che questa si possa trasformare in miseria. Questa è una battaglia che va combattuta fino in fondo per vincerla”.