• Scanderebech: salviamo gli embrioni umani.

    Date: 2010.02.17 | Category: elezioni regionali 2010, no alla pillola abortiva, proposte di legge e iniziative | Tags: ,

    (ANSA) TORINO, 5 GEN – “Impegnarsi a combattere
    l’applicazione di ogni forma di pillola
    abortiva e sostenere la proposta per una
    moratoria delle sperimentazioni sugli embrioni
    umani”: a chiederlo è il consigliere
    regionale Scanderebech. Commentando “la
    nefanda notizia – come lui la definisce – che
    l’assessore Artesio ha elaborato un protocollo
    contenente le linee guida per l’utilizzo
    della pillola Ru486 nelle strutture sanitarie
    del Piemonte”, Scanderebech sostiene che oltre
    alla moratoria sulla pena di morte occorrerebbe
    chiedere quella per evitare “la morte
    di migliaia di piccolissimi esseri umani nei laboratori
    a causa della sperimentazione sugli
    embrioni”. Secondo Scanderebech “la RU486
    è tristemente conosciuta anche come Kill Pill
    perché oltre all’uccisione dell’embrione mette
    a rischio la vita della madre. Infatti, a seguito
    della sua assunzione sono stati denunciati 9
    casi di decessi, numerosissimi effetti collaterali,
    ricoveri urgenti e spesso si è dovuto ugualmente
    procedere all’asporto chirurgico del feto”.

    Cosa propone Scanderebech?

    Evitare gli aborti e proporre alle donne aiuti concreti e soluzioni agli eventuali problemi che le inducono a interrompere la gravidanza.

    Il Giornale 20 Ottobre – In previsione del dibattito sulla 194, il capogruppo, Deodato Scanderebech, ha presentato un ordine del giorno per impegnare la Giunta ad adottare tutti i necessari atti di propria competenza affinchè venga garantita in Piemonte una corretta applicazione della legge. «Oltre 11mila interruzioni volontarie di gravidanza sono un’enormità ed è come se ogni anno fosse cancellato dal territorio piemontese un comune di pari abitanti», ha osservato. E ha deplorato che «dietro queste cifre si nascondono migliaia
    di drammi familiari e sociali, un crescente malessere economico, condizioni di disagio tali da non offrire  alternative alle donne, la mancanza di mezzi concreti e di una politica di promozione alla natalità da parte del governo regionale
    ». Secondo il consigliere regionale, «l’eventuale nefanda introduzione della pillola abortiva, in ottemperanza ai pareri emessi dal Consiglio superiore di Sanità in cui si indicano con chiarezza che i rischi dell’interruzione farmacologica della gravidanza possono essere considerati equivalenti ai rischi del metodo chirurgico a condizione che l’intera procedura abortiva venga completata all’interno delle strutture pubbliche, come previsto dalla194, deve indurre a porre maggiori attenzioni su questi fenomeni». Scanderebech precisa anche che un altro parametro di applicazione della legge in questione che necessita un attento confronto è quello relativo all’educazione sessuale dei più giovani e una corretta rete di informazione sulla prevenzione.