Archive for the ‘povertà’ Category
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Contro il caro-spesa Scanderebech propone un limite massimo per i prezzi dei beni di prima necessità.
TorinoCronaca 10 Novembre – Nonostante il divario di prezzo per ogni singola regione, l’Italia si trova unita sul fronte
rincari: il pane è sempre più caro tanto da far
registrare un aumento del 419% negli ultimi
vent’anni, in controtendenza con quello
del grano in costante diminuzione, tanto che
oggi risulta addirittura inferiore a quello pagato
agli imprenditori agricoli nel 1985. La
situazione per ciò che concerne il latte non
è migliore: il latte fresco dalla stalla al consumatore
passa da 0,33 a 1,40 euro con un
aumento del 300%. Il capogruppo Deodato
Scanderebech è intervenuto sul tema rincari
tra i primi e ha dichiarato: «Ormai nelle
panetterie non si trova quasi più quello comune,
ma svariati tipi venduti peraltro a costi
altissimi». Un tempo i panificatori erano
obbligati a sfornare una percentuale fissa di
pane comune, quello di maggior consumo, a
un prezzo calmierato da un apposito comitato
prezzi. Dal 1992 tale vincolo è stato de-
finitivamente eliminato e il prezzo del pane
comune liberalizzato. «Proprio per tale motivo
ha annunciato Scanderebech – ho presentato
una mozione che propone un abbattimento
del prezzo del pane del 50% per le famiglie
meno abbienti, a rischio povertà e per i tanti
anziani che vivono con una pensione minima
insufficiente. In Piemonte sono pari al 12%
della popolazione». «Le Istituzioni – conclude
Scanderebech – hanno il dovere di intervenire
al fine di garantire un livello di vita
decoroso, pertanto mi auguro che la Giunta
Bresso approvi il documento presentato».Cosa propone Scanderebech?
Il Paniere “In Piemonte si compra bene”. Il paniere dovrà comprendere
prodotti considerati di primaria necessità quali: pane, pasta, latte, olio,
acqua minerale, passata di pomodoro, carne ed ortofrutta. I prodotti
dovranno essere di stagione e di qualità, possibilmente di provenienza
regionale. Risparmiare senza rinunciare alla qualità: questa è l’ idea
di fondo che accompagna la proposta di legge. L’obiettivo è di andare
incontro alle esigenze primarie dei consumatori, proponendo i prodotti
di prima necessità, che più di tutti hanno subito il rincaro dei prezzi.
L’indicazione precisa è: qualità, tipico, locale, fresco, sicuro e con prezzo
buono e controllato. Un modo concreto ed efficace per scongiurare il
freno ai consumi ed allo stesso tempo sostenere l’economia della filiera
agro alimentare. Per la copertura finanziaria è stato previsto uno stanziamento annuo di 5 milioni di euro, in termini di competenza e di cassa, e iscritti nell’ambito dell’unità previsionale di base (UPB) DA19011. Conclude Scanderebech: “La politica e le Istituzioni tutte devono fare la propria parte per contrastare la povertà scongiurando che questa si possa trasformare in miseria. Questa è una battaglia che va combattuta fino in fondo per vincerla”. -
“Gli anziani sono letteralmente terrorizzati”.Secondo Scanderebech gli incentivi sono stati “ridicoli”.
(ANSA) TORINO, 18 SET - “Mentre la sua stessa
maggioranza, Verdi e Prc, definisce il piano
antismog confusionario e inconcludente, De
Ruggiero va avanti come un kamikaze, portando
oggi in Giunta la delibera del piano”: lo afferma
il capogruppo, Deodato Scanderebech,
che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione
sull’argomento. “Mi sembra – dichiara
Scanderebech – che De Ruggero si sia inutilmente
preoccupato di un piano di rilancio
del mercato automobilistico, piuttosto che
della realizzazione di un piano antismog. Se
per bloccare le emissioni dannose all’uomo
oggi l’assessore è disposto a bloccare 500 mila
mezzi esistenti, cosa farà alla luce delle ultime
ricerche scientifiche secondo le quali sono gli
alberi a causare lo smog? Abbatterà tutti gli
alberi di Torino?”. “Gli anziani sono letteralmente
terrorizzati – sostiene Scanderebech di
ritorno da un giro nei mercati rionali – Il piano
antismog sarà applicato a breve e gli incentivi
sono ridicoli soprattutto in relazione a quelle
fasce deboli che fanno fatica ad arrivare a fine
mese. Infatti, la maggior parte delle macchine incriminate,
sono di proprietà di persone anziane
che vivono con la pensione minima e che difficilmente
potranno permettersi di cambiarla”.Cosa propone Scanderebech?
Recentemente è stata elaborata dal consiglio regionale una proposta di legge con l’obiettivo di realizzare programmi di microcredito, come strumento di lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che incoraggino lo sviluppo
della partecipazione e della solidarietà a favore di categorie svantaggiate. Si vuole dare particolare attenzione alle persone escluse dal circuito di credito
tradizionale – soggetti così detti “non bancabili” – e alla nascita di nuove imprese, solide ed in grado di operare autonomamente sul mercato.
Vogliamo rilanciare le persone residenti da tre anni in Piemonte che faticano ad accedere al credito per le vie ordinarie, e che possono essere stranieri, donne, lavoratori atipici, microimprese femminili, ecc… “meritevoli” di fiducia. Ritengo che tali misure di sostegno al reddito, ai consumi e alla produttività possano garantire un rilancio al sistema economico e sociale creando sviluppo e occupazione del nostro territorio, e un’incisiva risposta alla povertà. -
Secondo l’ISTAT, in Piemonte 130.000 famiglie sono indigenti: Scanderebech propone il reddito di cittadinanza di 250euro.
(ANSA) TORINO, 18 NOV – Per combattere
la povertà in Piemonte, dove l’Istat segnala
quasi 130 mila famiglie indigenti, Scanderebech
propone di introdurre il reddito di cittadinanza:
250 euro mensili, che la Regione dovrebbe
erogare a tutte le persone “a rischio
di marginalità sociale”. L’iniziativa è contenuta
in una proposta di legge che il capogruppo
Deodato Scanderebech ha presentato oggi.
E’ il fiore all’occhiello di un pacchetto di tre
leggi “contro la povertà”, che la Regione dovrebbe
finanziare con 25 milioni di euro. La
proposta completa include infatti anche un
emendamento alla finanziaria regionale che
individua le risorse nel bilancio del prossimo
anno: 15 milioni per il reddito di cittadinanza,
cinque destinati alla creazione di un fondo
per il microcredito, altri cinque per far nascere
un paniere di beni a prezzi calmierati.
“La politica e le istituzioni – ha esortato oggi
Scanderebech nella seduta straordinaria del
consiglio regionale dedicata al problema
della povertà – devono fare la propria parte
per contrastare la povertà, scongiurando che
questa possa trasformarsi in miseria”.Cosa propone Scanderebech?
Per far fronte a questa situazione Scanderebech ha elaborato tre propostedi legge:

1) Reddito di cittadinanza e contrasto della povertà – Fondo regionale di solidarietà sociale, per dare un sostegno alle persone a rischio di marginalità
sociale.2) Fondo per piccolo prestito – Microcredito come strumento per lo sviluppo locale, rivolto a persone escluse dal circuito di credito tradizionale e
alla nascita di nuove imprese.
3) Lotta al caro prezzi con crescita dei consumi – Il Paniere “In Piemonte si compra bene” per scongiurare il freno ai consumi e sostenere l’economia
della filiera agro alimentare. -
Sosteniamo di più gli artigiani, i commercianti, i professionisti e le piccole e medie imprese.
L’Istat rivela anche che i piemontesi sono diventati più poveri. Una famiglia su dieci non arriva a fine mese.
(ANSA) TORINO, 11 NOV – Nel 2005, più di
una famiglia su dieci non può permettersi di
comperare tutti gli indumenti di cui hanno
bisogno (13,6) e più di due nuclei su dieci
(20,6) non riescono a superare spese impreviste.
A portare alla ribalta la situazione
regionale, non proprio rosea, è il capogruppo
in Regione Deodato Scanderebech, che
aggiunge un dato preso dal recente dossier
sulla qualità della vita elaborato dal Sole
24ore: «Mi riferisco alla disastrosa posizione
della provincia di Torino per ciò che
concerne l’indice di percezione della gravità
attribuita al problema lavoro, collocandosi
al secondo posto fra quelle del Nord Italia”.
“Ed è in crescente aumento il numero degli
anziani che pur avendo dedicato la loro
vita al lavoro, con sacrifici e dedizione, contribuendo
peraltro al raggiungimento del
benessere del Piemonte, si trovano oggi abbandonati
dalle istituzioni - denuncia Scanderebech
- e sono costretti a chiedere aiuto
ai figli per pagare le bollette e per comprare
alimenti e medicine. Ancor più preoccupante
è la situazione dei giovani i quali non hanno
più fiducia nel loro futuro e che attualmente
non cadono in povertà solo grazie al
sostegno economico dei genitori”.Cosa propone Scanderebech?
(ANSA) TORINO, 11 NOV – Il consiglio regionale del Piemonte ha approvato
oggi all’unanimità sei ordini del giorno dedicati ai temi economici. Si è
così conclusa la seduta speciale sulla crisi avviata a Palazzo Lascaris mercoledì scorso. I documenti che hanno avuto il sì dell’aula sono stati presentati dalle forze del centro sinistra. Respintiinvece un odg e una mozione
presentati dall’opposizione. L’ultimo dei documenti approvati è stato presentato dal capogruppo, Deodato Scanderebech che impegna la giunta regionale affinché tramite la Finanziaria e il Bilancio di previsione2009 liberi risorse da impiegare in “ampie strategie di sviluppo del Piemonte, a partire da incisive politicheper il lavoro”. Basta con gli incidenti sul lavoro.
Deodato Scanderebech, ha depositato un documento in cui interpella la giunta di Mercedes Bresso sul Centro grandi ustionati del Cto di Torino,“che ha potuto accogliere uno solo”degli operai feriti nel rogo di mercoledì notte. In particolare Scanderebech domanda “se una maggiore disponibilità di posti letto (sono otto e diventeranno presto 14 grazie
all’intervento finanziario della Compagnia di San Paolo, ndr) avrebbe
permesso di affrontare con maggiore efficacia l’emergenza”.
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La gente è sempre più povera.
Nell’analizzare la nostra società dal punto di vista socio economico viene tenuto sempre più in considerazione il livello di felicità dei cittadini per descrivere lo sviluppo o la depressione di un territorio. La percezione del vivere bene non viene valutata solo in relazione alla ricchezza dei cittadini e al trend dei consumi ma anche in base al livello di felicità personale e collettiva che equivale alla ricerca del benessere, inteso nella accezione più ampia, come ricerca del luogo in cui le opportunità di lavoro e di scambio di vita sociale sono più elevate. A tal proposito, nella classifica finale sulla felicità stilata da il Sole 24 Ore, su 103 Province d’Italia, Torino si aggiudica solo il 97° posto fatto che evidenzia lo stato di malessere economico e sociale che perdura sul territorio piemontese.

Per fotografare lo stato di salute delle 103 province italiane sono stati presi in esame elementi quali il tenore di vita, gli affari e il lavoro, i servizi e l’ambiente, la criminalità, la popolazione e il tempo libero. Nella graduatoria “Servizi, Ambiente e Salute” Torino si classifica al 61° posto per ciò che concerne la presenza delle infrastrutture, al 74° per la pagella ecologica, al 98° per ciò che concerne il clima e al 93° nella classifica dedicata ai servizi per l’infanzia, mentre in quella “Affari e Lavoro” il capoluogo piemontese, che ha dato i natali a marchi automobilistici famosi a livello mondiale, si colloca al 36° posto per ciò che concerne la ricerca del lavoro e al 28° per i giovani fra i 28 e i 34 anni occupati, elementi che vanno a peggiorare il punteggio medio nella graduatoria generale che vede Torino scendere al 33° posto.
Il Capogruppo intervenendo in merito ha dichiarato: “L’immobilismo dei governi del territorio nell’adottare una chiara politica per ciò che concerne occupazione e sviluppo economico sta aumentando la percezione della gravità attribuita al problema lavoro.E’ paradossale come un governo di centro sinistra, che trae le sue origini dal ceto operaio e dalla forza lavoro, non sia in grado di fare gli interessi nemmeno di quella fascia di elettorato che li ha eletti”. La mancanza di lavoro influisce negativamente sull’ordine pubblico e sulla sicurezza. Nella graduatoria generale Torino si classifica al 102° posto su 103 province, dato inaccettabile che evidenzia un disagio sociale in costante crescita. Nel 2006 sono state denunciate, ogni 100 mila abitanti, circa 148 rapine, 355 furti in casa, 513 furti d’auto e 783 scippi e borseggi. In visione di ciò Torino si classifica all’89° posto per quanto concerne l’indice di percezione della gravità attribuita ai problemi di criminalità e ordine pubblico, sentimento estremamente giustificato dai dati sopra riportati.
Alla lista dei primati accumulati negli ultimi anni Torino e il Piemonte ne hanno aggiunto un altro, quello dei matrimoni falliti. Ogni 100mila matrimoni, 231 si sciolgono in una pratica di divorzio.; il dato più alto d’Italia. Dichiara inoltre il Capogruppo: “La crisi economica, la crisi dell’indotto Fiat e le difficoltà di molte industrie, la crescita del disagio sociale non hanno di certo facilitato la vita coniugale. Infatti, la perdita del lavoro e l’incertezza contrattuale sono la causa principale delle continue tensioni, impossibili da reggere, che logorano la coppia e diminuiscono il tasso di nascite“.
Conclude Scanderebech: “ La fotocopia dell’osservatorio Nord-Ovest ad ottobre 2009 porta tristemente il Piemonte al primo posto come tasso di impoverimento evidenziando che il 14% delle famiglie non arriva a fine mese e il 60% soffre la quarta settimana. Oggi a Torino e prima cintura sono oltre 60 i centri, tra parrocchie, Caritas e associazioni che consegnano una o due volte al mese pacchi viveri a 35000 famiglie. Il popolo dei nuovi poveri non è formato solo da barboni di lungo corso o disoccupati ma anche da molte famiglie normali che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Il ritratto di Torino, e di rimando quello del Piemonte, non risulta essere quello di un capoluogo felice e in crescita, ma quello di una città in forte crisi, povera sia economicamente che moralmente, quello di una città portata alla deriva dalla completa assenza di politiche di assistenza e di sostegno per il nucleo familiare, perno portante della nostra società, della carenza di politiche per il rilancio economico e per la tutela e la sicurezza dell’incolumità dei cittadini. Le statistiche sono la palese dimostrazione del fallimento della politica adottata dai Governi”.
Taccuino elettorale
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